Cos’è un assistente vocale e perché chi fa marketing dovrebbe occuparsene

Immagine di un assistente vocale

L’altra sera ho deciso di rivedere per l’ennesima volta 2001 Odissea nello spazio di Kubrik un film del 1968 che tratta di un esplorazione spaziale e ha come protagonista Hal 9000, un intelligenza artificiale integrata nell’astronave di cui gli astronauti si servono per svolgere i loro compiti a bordo. Hal 9000 non si vede mai nel film poiché è parte della stessa astronave. Interagisce con gli umani attraverso telecamere , altoparlanti e microfoni sparsi dappertutto. E’ estremamente più intelligente degli astronauti. E infatti alla fine li uccide tutti.

Il film mi ha dato il LA per scrivere questo articolo che guarda caso tratta di un Hal un po’ più moderno ma meno omicida: l’assistente vocale. L’assistente vocale altro non è che un applicazione che, installata su un dispositivo come uno smartphone o un computer, resta in ascolto di comandi impartiti vocalmente e poi li esegue.

Negli ultimi anni, nel tentativo di sublimare l’assistente vocale, le Big dell’informatica gli hanno dato un corpo fisico. Sul mercato sono stati lanciati i cosiddetti Home Speaker, ovvero altoparlanti intelligenti, dotati di Assistente vocale, connessione internet e microfono, nati per essere posizionati nelle nostre case e renderci la vita più semplice. Dei veri e propri assistenti vocali da salotto.

Amazon ha lanciato Amazon Echo a Giugno 2015. Google ha seguito rilanciando con Google Home a Novembre 2016. Infine Apple, in preda a bulimia ossessivo-innovativo-compulsiva, ha lanciato il suo Apple HomePod a Febbraio 2018.

Ma perché parlo di un assistente vocale in un blog di marketing? Vediamo prima cosa fa di preciso e poi capiamo perché è cruciale per i marketer.

Cosa possiamo chiedere ad un assistente vocale?

Come detto l’assistente vocale esegue azioni a seguito di comandi impartiti vocalmente e a seconda dell’azione, può rispondere eseguendo il comando oppure se la risposta è di tipo informativo, risponde con la sua “voce” (già questo mi fa sentire un pò nel film di Kubrik). Possiamo chiedergli di :

  • Suonare la nostra playlist musicale o mettere la radio
  • Leggerci un libro
  • Darci le previsioni meteo per il giorno dopo
  • Impostare una sveglia per la mattina o un conto alla rovescia
  • Aggiungere prodotti alla lista virtuale della spesa
  • Aggiungere prodotti al nostro carrello amazon (Figata)
  • Dirci che film danno su canale 5 stasera
  • Dirci a che ora chiude il supermercato sotto casa
  • Indicarci l’anno di nascita di Donald Trump (ma anche no)
  • Chiedergli quanto fa 2+2 ma anche quanto dollari sono 5 euro
  • Fare chiamate telefoniche mediante smartphone

Oltre queste funzionalità un pò più basiche un assistente vocale può interfacciarsi con gli elettrodomestici di casa per:

  • Accendere e spegnere le luci negli ambienti
  • Regolare il climatizzatore sulla temperatura desiderata
  • Accendere la televisione, cambiare canale e regolare il volume
  • Far partire la lavatrice

Ca va sans dire…le ultime tre richiedono che anche gli altri dispositivi siano intelligenti e connessi in rete quindi per poter sfruttare a dovere queste funzionalità, bisognerà aspettare ancora qualche anno.

Più avanti potremmo chiedere all’assistente di prenotare per noi il tavolo al ristorante, interagendo direttamente con l’interlocutore al di la della cornetta. La tecnologia già esiste e Google la sta affinando nel progetto Google Duplex. Guardate questo video.

Se vi devo dire la mia, al momento non acquisterei un Assistente vocale. Non sono un early adopter di nuova tecnologia e molte delle cose elencate sopra le posso già fare con il mio smartphone e un comunissimo speaker bluetooth. Nonostante questo, l’assistente vocale mi affascina da un punto di vista di Marketing e credo che nel futuro ci riserverà delle sorprese.

Ho un sacco di idee sul come possano essere utilizzati questi strumenti ma cercando su internet non ho trovato molto riscontro alle mie idee. Chi parla di assistenti vocali su youtube lo fa limitandosi a cosa possono fare oggi e non a cosa faranno domani, quindi vi dicono come immagino io il futuro degli assistenti vocali e perché è importante per i marketer non perdere l’opportunità.

 

Una giornata tipo con l’assistente vocale

Sei a casa tua. Ore 6.30 del mattino. Sebbene avessi impostato la sveglia alle 7 in punto, l’assistente ti butta giù dal letto con 30 minuti di anticipo. Ti avverte che c’è stato un grosso incidente sulla ss 148, la strada che fai tutti i giorni per andare a lavoro e che il percorso alternativo più veloce richiede 30 minuti in più. Inoltre ti avverte di prendere l’ombrello, il tempo potrebbe peggiorare durante la giornata.

Entri in cucina, bevi la solita tazza di caffè e latte e mangi una merendina. Ti accorgi che è l’ultima. Apri il telefonino per metterle nella lista della spesa ma…le trovi già li! L’assistente ha calcolato che le acquisti mediamente ogni 2 settimane e sono passati 13 giorni dall’ultima volta che le avevi messe nella lista della spesa. Non solo.

L’assistente ha analizzato tutte le voci presenti nella lista, ha dato uno sguardo a tutti i volantini delle offerte presenti online e tenendo conto di distanza e carburante, ti suggerisce qual’è il supermercato in cui fare la spesa per ottenere il massimo risparmio. A quel punto soddisfatto, ti vesti per la giornata lavorativa, metti i panni sporchi in lavatrice ed esci.

Alle 18.00 stacchi da lavoro, sali in auto e..l’assistente è anche li. Lo avverti che tra 1 ora arriverai a casa e gli chiedi di attivare la lavatrice. Per quando sarai arrivato, i panni sono pronti per essere stesi.

Arrivi a casa, saluti l’assistente e inizi a stendere i panni. L’assistente mette su un po’ di musica.

Dici all’assistente che vorresti fare un pò di jogging e gli chiedi tra quanto passa il bus che porta al parco. L’assistente ti avverte che hai 15 minuti per vestirti e arrivare alla fermata. Poco dopo dall’assistente parte la pubblicità della Coca cola: Ha appena lanciato una nuova bevanda energetica per sportivi adatta al tuo tipo di allenamento, vuoi inserirla nella lista della spesa? Oppure vuoi maggiori informazioni su questa bevanda? E’ in promozione lancio al 20% di sconto e la trovi nel supermercato dove solitamente fai acquisti! Gli dici che vuoi metterla nella lista della spesa ma se resti ad ascoltare le informazioni perderai il Bus! Gli dici che le ascolterai al tuo ritorno.

Dopo la corsetta torni a casa e vorresti farti un tè caldo. Metti la tazza con l’acqua nel microonde ma scopri che è rotto. Vai da tua moglie che è nel salotto e ne parlate. L’assistente interviene suggerendovi il centro assistenza più adatto per aggiustarlo, oppure visto che ormai è vecchio, vi suggerisce di acquistarne uno nuovo visto: La Samsung ha da poco lanciato il modello compatto XYZ30 con il grill incorporato. Lo trovi già al negozio di elettrodomestici del centro commerciale a 7 km da casa al prezzo di 74 euro. 

In questa giornata molto breve ci sono parecchi aspetti interessanti che vale la pena di analizzare.

Il primo aspetto ha a che fare con l’acquisizione ed elaborazione di informazioni in autonomia attraverso la rete. Nell’esempio sopra, l’assistente ha scoperto l’incidente automobilistico e ti ha svegliato di sua sponte 30 minuti prima. Se tu avessi saputo dell’incidente probabilmente avresti fatto la stessa scelta. Alzarti e uscire prima di casa.

Il secondo aspetto ha a che fare con le abitudini. Con il passare del tempo l’assistente acquisirà un numero sempre maggiore di informazioni su di noi: a che ora ci svegliamo, che marche preferiamo per la colazione, che tipo di sport facciamo etc e questo gli permetterà di offrirci contenuti sempre più rilevanti per noi. Nell’esempio sopra l’assistente ha inserito nella lista della spesa esattamente le nostre merendine e lo ha fatto con la giusta tempistica. Inoltre ci ha proposto di acquistare la nuova bevanda della Coca Cola studiata per chi fa Jogging.

Il terzo aspetto ha a che fare con l’ubiquità dell’assistente. In futuro interagiremo con l’assistente vocale dovunque ci troviamo. L’assistente si trova nello speaker in salotto ma anche nella nostra auto. Nell’esempio sopra gli comandiamo di attivare la lavatrice quando non siamo ancora arrivati a casa.

Il quarto aspetto ha a che fare con la proattività dell’assistente. Ad oggi questa tecnologia è del tipo “a domanda, rispondo”. L’essere umano deve sempre interrogare l’assistente per ottenere una risposta, o un azione desiderata. In realtà l’assistente ha il microfono “always on” in altre parole il suo orecchio è sempre attento a ciò che avviene nell’ambiente. Nell’esempio sopra l’assistente si accorge che si parlava di un microonde rotto e ci ha suggerito delle soluzioni.

 

L’assistente vocale come nuovo mezzo di comunicazione

Da un punto di vista strettamente di marketing , un assistente vocale non è tanto diverso dal motore di ricerca di Google o dalla rete sociale Facebook. In altre parole, esattamente come in questi due esempi, L’assistente accumula informazioni sull’utente e gli restituisce dei risultati sotto forma di informazioni oppure azioni (tipo l’attivazione della lavatrice).

Guardiamo ora a questi due colossi della pubblicità e capiamo dove fanno il grosso del grano:

Google guadagna attraverso Adwords il suo sistema di risultati sponsorizzati. In poche parole le aziende pagano per comparire tra i primi risultati di ricerca, quando l’utente digita determinate parole chiavi. L’assunto è che i primi risultati di google siano altamente pertinenti con la ricerca appena effettuata e siano rilevanti per colui che sta cercando. L’altro assunto è che gli utenti difficilmente guardano oltre i primi 3-4 risultati della ricerca quindi è fondamentale essere tra i primi per avere maggiori chance di essere visti.

Facebook guadagna attraverso Facebook Ads. Anche qui in poche parole le aziende pagano per comparire con il loro annuncio sulle bacheche degli utenti. Da questo punto di vista facebook ha una marcia in più perché ti permette di segmentare il target in base all’età, il sesso, variabili demografiche, interessi e hobby, ad esempio possono decidere di far comparire il mio annuncio solo ai maschi tra 30 e 45 anni residenti nella città di roma che lavorano in ambito digital e che sono appassionati di calcio. Anche in questo caso l’obiettivo è cercare di essere rilevanti per il target identificato.

Pensate ora alla giornata tipo più sopra e alla mole di informazioni che gli assistenti vocali accumuleranno su di noi:

La forza dell’assistente vocale risiede sicuramente nell’interazione vocale, più naturale rispetto ad altre forme di comunicazione. E’ più facile prestare attenzione a una voce che riconosciamo come umana rispetto alla visualizzazione di un banner che ci disturba mentre leggiamo il nostro giornale online.

E’ in grado di fornire informazioni utili di tipo promozionale nel momento in cui è più probabile che l’utente le stia cercando. Da questo punto di vista non si pone neanche il problema della barriera dell’ “attenzione selettiva”: se sto parlando con mia moglie della vecchia lavatrice che si è rotta, sono ben contento di ascoltare un messaggio che mi comunica che stanno vendendo il nuovo modello con uno sconto del 30% nel negozio del centro commerciale e che in quel particolare negozio la consegna è gratis. Anzi, probabilmente presterò maggiore attenzione!

Essendo collegato ad un account e quindi a una persona reale, può interagire con le informazioni già presenti in rete su quella persona. Da questo punto di vista è fondamentale l’ecosistema che si crea attorno all’assistente vocale. Io ad esempio uso google per le ricerche online, per la posta elettronica, per prendere appunti, per fissare appuntamenti in calendario, per trovare la strada più veloce. Praticamente Google sa già tutto di me. Se in futuro dovessi acquistare uno speaker intelligente probabilmente comprerei il Google Home.

Inoltre potrebbe fornirmi contenuti utili in cambio di pubblicità extra. Ad esempio se io fossi uno sportivo sarei ben contento di ricevere delle “pillole informative” giornaliere redatte dall’esperto di ginnastica tal dei tali  per mantenere il mio fisico in forma. In cambio accetto che mi vengano proposte delle pubblicità vocali in linea con i miei gusti e i miei interessi.

Insomma le possibilità di questa tecnologia sono infinite e lo saranno ancor di più in futuro, quando gli assistenti vocali dialogheranno con tutti gli strumenti a nostra disposizione, dal telefonino alla lavatrice al forno etc.

Ho volutamente tralasciato la questione privacy perché si sarebbe aperto un capitolo a se.

Spero che l’articolo via sia piaciuto. Se avete altre idee su come vedete gli assistenti vocali nel futuro condividetele!

 

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