Cosa significa Spam: come riconoscerlo e gestirlo

Cosa significa spam - Copertina

Cosa significa Spam?

Se ti stai chiedendo cosa significa Spam sei nel posto giusto.

Spesso si parla di questo termine solo in ambito email marketing ma in realtà il fenomeno è molto più diffuso e si estende anche ad altri canali di comunicazione anche se l’ambito più diffuso in cui se ne parla è appunto quello della posta elettronica.

Oltre questo, il concetto di Spam assume significati diversi e interpretazioni diverse a seconda della circostanza. Solo questo vi dovrebbe far capire come la risposta alla domanda Cosa significa spam non sia proprio immediata.

Definizione e significato di Spam

Siccome mi piace affrontare di petto il discorso vi darò una sintetica definizione di spam ma vi consiglio di procedere nella lettura dell’articolo perché troverete molte informazioni utili su questo fenomeno.

 

Lo spam viene definito come qualunque messaggio pubblicitario che riceviamo ma che non abbiamo richiesto o che non abbiamo sollecitato.

 

Perché proprio la parola Spam? Non potevano semplicemente chiamarla Posta indesiderata oppure email spazzatura? Gli inglesi ad esempio definiscono questo tipo di messaggi “Junk Email” che è proprio la traduzione di Email spazzatura.

Come spesso capita la realtà è molto più interessante della fantasia, quindi andiamo a scoprire l’origine del termine.

Origine del termine Spam

Spam è l’acronimo di “Spiced Ham” (Prosciutto speziato) ed è sostanzialmente un prodotto a base di carne in scatola che divenne particolarmente famoso durante la seconda guerra mondiale poiché era tra gli alimenti più diffusi tra i soldati.

Spam - Origine ufficiale

Confezione di Spam

 

Questo prodotto negli anni ’70 divenne famoso grazie ad uno sketch dei Monty Python in cui una coppia entra in un locale e chiede il menù del giorno alla cameriera. Questa comincia ad elencare le pietanze disponibili e in tutte le pietanze c’è sempre la carne Spam. Guardate il video

 

 

Il fatto che le email non desiderate ad un certo punto vennero definite spam, probabilmente è in riferimento a questo sketch in cui il termine Spam ricorre in modo insistente e fastidioso, proprio come le email non sollecitate che riceviamo puntualmente nella nostra casella della posta in entrata!

 

Cosa significa Spam per i provider di posta

Il primo messaggio spam della storia

Lo sapevate? la prima email di spam venne inviata da Gary Thuerk nel 1978 tramite la rete antenata di internet, Arpanet. All’epoca Thuerk era impiegato presso la Digital Equipment Corp. ed ebbe la brillante idea di inviare un email massiva per invitare alla presentazione dei nuovi computer della sua azienda. Ovviamente i destinatari non avevano dato il consenso alla ricezione di quell’email ma all’epoca forse neanche importava. Qui il contenuto originale dell’email.

 

Prima email spam

Da allora il fenomeno dello spam ha fatto un sacco di strada. Stando a Spamlaws, si stima che giornalmente vengano inviate circa 14 miliardi di email di spam e che queste rappresentino il 45% del totale delle email che vengono scambiate. Alcune società di ricerca si spingono ad affermare che questa percentuale sia ben più alta, il 73%.

Il problema dello spam per gli Email service providers

Il problema dello spam non è solo un problema di chi riceve l’email ma anche e soprattutto dei provider di posta come gmail, yahoo, libero etc che nel tempo hanno individuato delle modalità per circoscrivere questo fenomeno. Che cosa significa spam per loro? Essenzialmente una gran rogna.

I problemi sono due:

  • Nessuno vuole ricevere  messaggi spazzatura nella propria casella. Se avessi una casella su libero e ogni giorno ricevessi tonnellate di junk email, probabilmente abbandonerei quel provider per sceglierne un altro molto più efficace nel filtrare la posta in entrata.
  • Lo spam crea problemi all’infrastruttura del provider. Alto volume di email di spam in entrata per gmail, yahoo e altre compagnie, significano server lenti, memoria intasata e in generale rallentamenti sulle performance di consegna.

I meccanismi di contrasto allo spam: I filtri antispam

I provider ovviamente non possono permettersi di perdere utenti in massa poiché le caselle email sono nel loro modello di business, ma questo è un altro discorso).

Inoltre devono fare i conti con il dovere di mantenere alta l’efficienza della loro infrastruttura e quindi tutto questo volume di email non richieste è deleterio.

Hanno allora escogitato dei sistemi che consentano di filtrare la posta in entrata così da consegnare nella inbox dei propri utenti i messaggi leciti e nella cartella spam i messaggi indesiderati. Questi sistemi ovviamente non sono infallibili e a volte falliscono.

Lo strumento alla base del meccanismo di filtro delle email è appunto il Filtro Antispam. Il filtro è un complesso algoritmo che analizza il dominio del mittente ed è in grado di capire se quel mittente in passato ha fatto spam oppure no. In altre parole il mittente acquisisce una vera e propria reputazione di invio agli occhi dei provider!

Nei casi più gravi, il dominio del mittente finisce in Blacklist. Ciò significa che il provider non permetterà neanche l’accesso ai suoi server da parte di quel mittente. Le email non verranno consegnate neanche nella posta indesiderata.

L’algoritmo inoltre analizza anche il contenuto dell’email alla ricerca di elementi che gli permettano di capire se quell’email è legittima oppure no.

Facciamo un esempio pratico: L’algoritmo del server, prima di consegnare l’email al destinatario, la controlla e vede se è stata inviata da un utente singolo o è stata inviata in modo massivo su diversi destinatari. Scopre che è stata inviata in modo massivo. Primo campanello di allarme.

L’email contiene parole come Viagra, Cialis, Sesso. Secondo campanello di allarme.

L’email è stata inviata da un mittente che in passato è stato segnalato dagli utenti come spam. Terzo campanello di allarme.

A quel punto l’email viene recapitata nella posta indesiderata. Ovviamente questa è una semplificazione di come funzionano i filtri antispam. Gli email service provider non vanno certo a raccontare in giro i loro segreti!

Sappiate che esistono modi per aiutare i provider a combattere il fenomeno dello spamming. Come? Molti provider mettono a disposizione un pulsante “Segnala come spam“. Lo potete utilizzare quando ricevete un email per la quale siete certi di non aver prestato il consenso.

Questo comportamento aiuta i provider a tenere traccia delle segnalazioni e ad analizzarle e soprattutto tiene traccia delle vostre preferenze.

Un altra comportamento concludente, in assenza del tasto “Segnala come spam”, è quello di spostare fisicamente l’email dalla cartella inbox alla cartella spam. In questo modo il gestore di posta saprà che da quel momento, tutte le future email provenienti da quel mittente, dovranno essere consegnate nella cartella della posta indesiderata.

Ho parlato di Blacklist e Reputazione di invio anche nel mio articolo sulle 5 cose che non sapete sull’email marketing

 

Il significato di spam: cosa è spam e cosa non lo è

Vi ricordate quando all’inizio vi ho detto che è difficile dare una definizione di spam univoca? Il problema di fondo è che il significato di spam dal punto di vista legale, è completamente diverso dal significato pratico!

Stando a ciò che dice il Regolamento generale per la protezione dei dati (GDPR), prima di inviare una comunicazione commerciale o di altro tipo (es newsletter), devi ottenere il consenso esplicito dell’utente a utilizzare la sua email per quella finalità. Semplice.

Se non hai il consenso, agli occhi della legge sei uno spammer e quella è posta indesiderata. Se hai il consenso invece sei un bravo cittadino e puoi fare quello che ti pare.

Mettiamo invece il caso che un anno fa ho visitato un blog che mi è particolarmente piaciuto e ho prestato il consenso alla ricezione della newsletter rilasciando il mio dato email. Oggi a distanza di 1 anno ricevo la prima newsletter. Il blogger in questo caso ha creato lecitamente la sua mailing list.

Praticamente non mi ricordo più quale sia il sito e oggi non sono minimamente interessato a quelle comunicazioni. Quell’email può essere considerata spam? Da un punto di vista legale, il blog ha ottenuto il consenso.

Se invece intendiamo lo spam nell’accezione più generale, ovvero di messaggio non desiderato, quella newsletter è sicuramente Spam.

Ovviamente se ricevo l’email, mi disiscrivo e l’utente continua ad inviarmi email, è in torto per ben due volte. In quel caso ho revocato esplicitamente il mio consenso e quindi quel messaggio è illecito sia da un punto di vista legale che da un punto di vista pratico.

Conclusioni

Il significato di spam si è allargato nel tempo e oggi abbraccia una serie di altri canali sui quali si presentano esattamente le stesse problematiche, ovvero la ricezione di informazioni non desiderate.

Pensate alla ricezione di telefonate da compagnie che vogliono proporvi contratti luce o nuovi abbonamenti internet. Pensate alla ricezione di Sms da parte di compagnie che vogliono proporvi l’abbonamento alla TV satellitare (non facciamo nomi).

Insomma il fenomeno è esteso a macchia d’olio e capirci qualcosa è davvero complicato. E’ difficile soprattutto capire se abbiamo o meno prestato il consenso alle comunicazioni.

Il consiglio che mi sento di darvi, è di controllare sempre dove vanno a finire i vostri dati quando li rilasciate a qualcuno, anche se si tratta della semplice email.

Hai avuto qualche esperienza interessante con lo spam? Raccontamela nei commenti!

 

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