Personal Branding: come creare il proprio brand personale
Aggiornato il 14 Maggio 2021 da Paolo Paccassoni

Il personal branding è uno degli strumenti di marketing più efficaci per diffondere presso il pubblico la conoscenza della nostra azienda o se siamo liberi professionisti, del nostro lavoro.
E’ vero che in marketing esistono già moltissimi strumenti che tornano utili per far conoscere i propri prodotti e servizi come le sponsorizzate su Google o Facebook, l’email marketing, gli spot pubblicitari e così via.
Tuttavia il personal branding è un arma in più che ci consente di arrivare meglio al nostro pubblico target e con un aspetto più umano rispetto ad altri canali di comunicazione. Fare personal branding significa lavorare intorno al proprio brand personale e quindi metterci la faccia.
Non esiste un ruolo specifico per trarre il massimo dall’attività di personal branding. Se siete imprenditori, costruire il vostro marchio personale può servire a vendere di più e meglio i vostri prodotti.
Se invece siete dei dipendenti, il personal branding può aiutarvi a dare slancio alla vostra carriera. In questo articolo provo a dare dei consigli utili e degli spunti che possono aiutarvi a costruire il vostro marchio personale, generando contenuti condivisibili e migliorando la presenza online. Vedremo inoltre come monetizzare la nostra attività di personal branding.
Le basi del personal branding
Perché investire nel personal branding
Viviamo in un mondo sempre più digitalizzato e come consumatori vogliamo che i brand con cui dialoghiamo siano più umani. Vogliamo cioè percepire che dietro l’azienda ci siano delle persone reali come noi che vivano i nostro stessi dubbi e problemi.
I social in questo senso hanno già fatto tanto. Tutti i grandi brand infatti hanno una pagina social sulla quale i consumatori si riversano facendo domande. La comunicazione cioè tra Brand e consumatore non è più monodirezionale ( dall’azienda al consumatore) ma è diventata bidirezionale. Il consumatore insomma, finalmente può davvero “Parlare” con l’azienda, rivolgergli domande, dubbi e lamentele.
Questo ritorno all’umanizzazione dei rapporti appare sempre più chiaro grazie al fenomeno dell’ influencer marketing. Questo tipo di marketing infatti rende il brand più umano, facendolo parlare attraverso la voce di persone che vivono nel mondo reale.
L’influencer marketing aiuta a creare uno story-telling dietro il marchio.
Se ci pensiamo bene, gli influencers sono persone che hanno sviluppato molto bene il proprio personal branding e ora mettono la loro persona e la propria credibilità al servizio di altre aziende.
Creare il proprio personal branding
Il processo di costruzione di un personal brand non avviene in un giorno solo ma richiede tempo. Prima di iniziare a costruire il proprio personal brand bisogna porsi delle domande fondamentali:
Cosa vi appassiona?
Qui parliamo di passioni personali e professionali. Capire cosa ci appassiona e costruire il nostro personal brand intorno a quello è più semplice poiché è la passione stessa a motivarci ad andare avanti e a non desistere nei momenti più difficili.
In cosa siete bravi?
Essere appassionati di qualcosa non significa essere necessariamente bravi a fare quel qualcosa. Possiamo essere appassionati di calcio ma essere dei pessimi giocatori. Capire in cosa siete bravi significa capire cosa vi rende autentici e diversi dagli altri. Siete bravi a scrivere? Siete bravi a parlare? Sfruttate queste doti a vostro vantaggio
Cosa vi dà credibilità?
Per rispondere a questa domanda dovete capire quali sono le vostre competenze acquisite. Se avete fatto corsi di formazione, se avete certificazioni o storie di successo. Se volete essere riconosciuti in un certo campo dobbiamo dimostrare di averci vissuto e lavorato in quel campo.
È molto facile per qualcuno creare un sito web ed etichettarsi come esperto oggi. Ma la cosa peggiore che si può fare è etichettarsi come leader di pensiero e non avere l’esperienza o l’istruzione per sostenerlo. Se quindi non siete già credibili in un certo ambito, capite cosa dovete fare per essere ritenuti credibili. Quella credibilità infatti genererà fiducia successivamente.
Alcuni degli obiettivi del personal branding sono:
- Aumentare la brand awareness del proprio marchio
- Generare più contatti
- Far crescere la rete professionale
- Monetizzare la propria conoscenza
Dare risposta a a queste domande significa gettare le basi della propria attività di personal branding.
Come costruire una storia intorno al proprio personal branding
La soglia di attenzione del nostro potenziale pubblico è molto bassa. Questo significa che catturare l’attenzione di qualcuno è davvero molto difficile. Come farlo allora? Pensate all’ultimo evento a cui siete stati e in cui avete ascoltato uno speech.
E’ possibile che sebbene non ricordiate i dati numerici, ricordate gli esempi pratici, le esperienze apportate da colui che stava facendo la presentazione. Questo succede perché come esseri umani siamo portati a ricordare meglio le storie raccontate che i numeri. Lo storytelling è un arma formidabile nelle nostre mani quindi quando arriviamo a definire la nostra strategia di Content marketing, è importante includerlo.
Dopo aver raccontato la vostra storia al vostro interlocutore , questo dovrebbe avere un’idea chiara di chi siete, cosa avete affrontato nella vita e cosa vi guida verso il futuro e cosa vi rende credibile.
Le basi di uno storytelling di successo sono tre:
Il personaggio: chi siete ,da dove venite
Il problema che avete superato: raccontare gli ostacoli che avete superato e cosa ha originato il vostro successo fa sempre presa sul pubblico, soprattutto se raccontate esperienze che il pubblico condivide e che ha vissuto a sua volta.
Conclusione: Qui dovete narrare il lieto fine, cosa siete diventati e cosa avete creato dopo aver superato quegli ostacoli.
L’obiettivo dello storytelling non è quello di fare autopromozione. L’obiettivo deve essere quello di legare la vostra esperienza alle esperienze del pubblico e dimostrare come potreste essere utili nel superare quegli ostacoli.
Questo perché sentire una storia uscire dalla bocca di una persona reale fa apparire tutto più reale e memorabile.
I consigli per definire il proprio target
Il targeting non esiste solo nella strategia di marketing di un’azienda ma anche nell’attività di personal branding. Fare targeting significa definire il gruppo di utenti che hanno un problema che potete risolvere alla perfezione. In altre parole significa individuare il vostro segmento obiettivo. A chi vi rivolgete nello specifico?
Non potete pretendere di rivolgervi a tutto il mercato. Il mercato ha molti bisogni diversi e sicuramente ci sono concorrenti più bravi di voi a soddisfare specifici bisogni. Dovete quindi individuare il vostro pubblico di riferimento.
Un pubblico di riferimento è un gruppo specifico di persone che hanno più probabilità di aver bisogno e di comprare ciò che avete da offrire. Vi riporto 4 consigli utili a individuare il vostro pubblico di riferimento ideale.
Primo Consiglio: se avete già clienti siete avvantaggiati. Analizzateli. Capite come sono arrivati a voi e perché hanno scelto voi. Quali sono i loro bisogni? Quali tratti li accomunano? Il trucco qui è definire un immagine generica dei nostri clienti attuali e capire come individuare potenziali clienti simili che potrebbero aver bisogno delle stesse cose.
Secondo consiglio: conoscere a fondo il vostro prodotto o servizio. Il vostro prodotto probabilmente soddisfa un bisogno specifico e lo fa molto bene. E’ importante capire cosa vi differenzia dalla concorrenza, qual è il vostro punto forte.
Conoscere il proprio prodotto o servizio significa farsi domande come:
- Quale mezzo è migliore per far conoscere la mia esperienza?
- Quali utenti hanno bisogno dei miei servizi?
- Quali risultati porta il mio servizio?
- Chi ne beneficerà maggiormente?
- Quanto costa il mio servizio e chi può permetterselo?
- Quali sono le probabili obiezioni al prodotto o al prezzo?
- Chi sono i miei concorrenti e chi sono i loro clienti?
Rispondere a queste domande vi aiuterà a definire un immagine precisa del vostro cliente target
Terzo consiglio: creare le buyer personas. Date cioè un volto al vostro cliente ideale pensando ai seguenti fattori demografici: Età, sesso , posizione, reddito, istruzione, occupazione. Pensate anche ai fattori psicografici come la personalità, i valori, le motivazioni, gli interessi, gli hobby e lo stile di vita. Capire la segmentazione del mercato è fondamentale.
Quarto consiglio: scoprire dove si trova questo pubblico, quali canali social frequenta. Nel mondo digitale e socialmente connesso, è molto probabile che un nuovo cliente ti scopra sui social media. Quindi, detto questo, è bene sapere quale canale sociale attrae il tuo pubblico di riferimento.
Una volta scoperto il canale assicuratevi di pubblicare contenuti e di essere attivi lì. Siate dove si trova il vostro pubblico.
Fare content marketing per il personal branding
Definire i contenuti
Il content marketing è un elemento chiave per il successo del vostro personal branding. Dai marchi personali alle aziende di Fortune 500, ogni imprenditore e proprietario di un’azienda è alla ricerca di nuovi modi per aumentare la consapevolezza del marchio, i contatti, il coinvolgimento del pubblico, la crescita dei follower e il posizionamento SEO.
Il marketing dei contenuti si concentra sulla creazione e la distribuzione di contenuti di valore per attrarre e mantenere un pubblico chiaramente definito e guidare il prospect verso l’acquisto. Ci sono 4 passi quando si costruisce una struttura di content marketing.
Primo passo: Definire il vostro obiettivo. Pensate a cosa servono i contenuti che create. Cosa deve fare l’utente una volta che ha fruito dei contenuti? Avere una migliore immagine di voi? Andare su un ecommerce e fare un acquisto? Inoltre è importante parlare la lingua del vostro pubblico obiettivo. Maggiore sarà questo grado di empatia, maggiore sarà il tasso di conversione.
Secondo passo: Creare la storia del marchio. Creare la storia significa raccontare cosa rende unico il tuo brand e cosa lo differenzia dalla concorrenza.
Terzo passo: Definire chi crea i contenuti. I contenuti possono essere creati da voi, da vostri colleghi o da agenzie esterne. L’importante è monitorare tutto ciò che viene prodotto e instaurare un processo di content curation.
Quarto passo: La misurazione. Esistono strumenti in grado di tracciare le performance dei contenuti che mettete in rete. Ad esempio per i social esiste Hootsuite. Questo strumento consente di capire cosa avete pubblicato e quali contenuti stanno coinvolgendo meglio il pubblico. La logica poi è sempre quella di testare, migliorare e ottimizzare i contenuti affinché aumenti l’engagement e le conversioni.
Definire un calendario dei contenuti per il proprio personal branding
Creare contenuti di qualità in modo continuativo è estremamente difficile quando non si pianifica l’attività. Me ne rendo conto io quando scrivo nuovi articoli per il mio blog. Se decido di non seguire una traccia, finisce che scrivo articoli con discontinuità. Senza dubbio, la cosa più vantaggiosa che potreste fare per il vostro personal branding è prendere il tempo per tracciare un calendario di contenuti o calendario editoriale.
Sui social ad esempio sembra che i contenuti vengano pubblicati in real time, secondo la necessità del momento. In realtà invece molte aziende pianificano le uscite dei singoli post molto in anticipo rispetto alla pubblicazione effettiva.
Questo permette all’azienda di concentrarsi sulla cura del coinvolgimento dei contenuti. Creare un calendario editoriale non è molto difficile. Il primo passo è quello di tenere conto dei momenti ricorrenti dell’anno:
- Stagioni
- Festività
- Lancio di nuovi prodotti
- Partecipazione a fiere programmate
Come vedete sono tutti momenti di cui già conosciamo il manifestarsi in momenti precisi. A quel punto dobbiamo decidere solo il formato dei contenuti che funzioneranno meglio per il nostro target.
Esistono varie tipologie di contrenuti. I contenuti lunghi sono ad esempio gli articoli del vostro blog, white paper, brief o studi di settore, comunicati stampa, Webinar formativi e così via.
I contenuti brevi sono ad esempio i post social come le citazioni, consigli veloci, memes, gif animate, infografiche, storie di Instagram e così via.
Alcuni tipi di contenuti attireranno più like, followers e coinvolgimento, a seconda della piattaforma su cui vengono condivisi. Dopo aver definito i vostri contenuti il prossimo passo è capire quali contenuti sono necessari per ogni fase in cui si trovano gli elementi del vostro pubblico di riferimento.
L’insieme delle fasi in cui si possono trovare i vostri utenti è definita customer journey. La Customer Journey è un grande argomento a sé stante che ho già trattato nel mio articolo sui marketing funnels, e che vi invito ad approfondire. In questo articolo diciamo semplicemente che nel viaggio di scoperta del nostro prospect, questo attraversa varie fasi.
La prima fase è la fase di consapevolezza, il momento cioè in cui avviene il primo contatto con il prospect. Il punto di contatto può essere determinato dal fatto che l’utente ha fatto una ricerca su google e ha cliccato sul link che porta alla nostra landing page.
L’ultima fase è l’advocacy. Il cliente ormai ha acquistato e diventa promotore attivo del nostro brand.
I potenziali clienti che vengono in contatto con il nostro brand la prima volta possono trovarsi in fasi diverse della customer journey. E’ importante quindi intercettarli nei posti che frequentano (Motore di ricerca Google, Social Network, Negozio) con contenuti utili alla particolare fase che stanno attraversando.
In questo modo si riesce a intercettare il potenziale cliente su vari canali proponendogli contenuti di valore rispetto alla sua particolare posizione nel processo di acquisto.
Fare personal branding con i live streaming
Nella vostra attività di personal branding valutate anche la possibilità di produrre dei video. Come vedete da tutti i social, Youtube incluso, per fare video non c’è bisogno di telecamere particolari, capacità di editing e neanche di grandi budget.
Vi do un’idea di contenuti interessati che possono essere prodotti come video.
Svelare i retroscena: Alle persone piace vedere cosa accade dietro le quinte quindi un’idea potrebbe essere mostrare proprio come lavorate in azienda. Potrebbe essere il video di una riunione di brainstorming oppure il video in cui state allestendo lo stand per una fiera.
Il pubblico vuole avere a che fare con elementi autentici e non costruiti quindi non preoccupatevi troppo se il video è amatoriale. I consumatori riconoscono valore anche in queste cose.
Date degli indizi su un nuovo progetto a cui state lavorando: alle persone piace sapere per primi le cose e ancora di più piace condividere news e informazioni che hanno solo loro.
Un buon modo per creare interazione con il tuo pubblico è quello di fare domande durante la diretta video in modo che gli utenti possano rispondere sentendosi partecipi.
Monetizzare attraverso il personal branding
Consigli per monetizzare attraverso il personal branding
Ci sono enormi benefici nel costruire il tuo marchio personale, sia che tu sia un imprenditore o un dipendente. Il personal branding fatto bene consente di guadagnare costruendo una community online.
La prima cosa di cui avete bisogno è avere un’esperienza e la credibilità per sostenerla. Diventare un vero esperto può richiedere anni o addirittura decenni. Mentire sulle reali capacità possedute non porterà mai a niente. Bisognerebbe avere sempre un approccio da “studente” e continuare a studiare per migliorare le proprie competenze sempre di più.
La seconda cosa di cui avete bisogno è una piattaforma sulla quale condividere valore gratuitamente. Io lo faccio tramite il mio blog. Per attirare le persone e guadagnare la loro fiducia, avete bisogno di contenuti di valore gratuiti. Potete aprire un blog o creare un ebook o un white paper, o forse anche un webinar.
Grazie ai social media poi potete condividere gratuitamente i vostri contenuti per generare una maggiore consapevolezza del vostro marchio
La terza cosa di cui avete bisogno è avere follower. Per avere un seguito non solo bisogna creare grandi contenuti ma bisogna stimolare il coinvolgimento. Fare lo sforzo di costruire relazioni online e di fare rete con altri leader di pensiero aiuterà a far crescere la vostra influenza.
Con il seguito arriveranno anche le prime proposte di sponsorizzazione e partnership
Il sito web personale
Chiunque, in qualsiasi settore e in qualsiasi fase della sua vita o carriera, può beneficiare di un sito web. Perché? Perché creare il vostro sito web vi permette di prendere il controllo della vostra immagine e del vostro messaggio online. Oggi è più facile che mai creare un sito web grazie a strumenti come WordPress. Non c’è bisogno di essere dei geni del computer.
Avete solo bisogno di scegliere un modello e sapere le cose giuste da aggiungere al vostro sito per renderlo interessante, guidare il traffico e convertire i contatti.
Qui ci sono sei cose importanti da includere nel vostro sito web per la vostra attività di personal branding:
Una home page che spieghi chi siete e che sia facilmente navigabile
Un logo ben riconoscibile
Una Call to action. Cosa volete che facciano gli utenti una volta arrivati sulla homepage? Volete che vadano alla scheda “Chi sono”? Allora inserite un bottone grande e visibile che porti a quella sezione. Volete che gli utenti si iscrivano alla newsletter? Date importanza al box newsletter sul quale gli utenti possono iscriversi.
Dei materiali a sostegno della tua professionalità. Avete partecipato come relatore ad un convegno? Avete scritto la prefazione di un libro? Comunicate queste vostre attività chiaramente.
I link alle vostre pagine social. E’ chiaro che il sito web è il collettore del traffico ma oltre il sito avete anche le pagine sociale sulle quali creare engagement e che vi servono per portare traffico al sito web
Una sezione blog. Il blog vi permette di stabilire ulteriormente la vostra voce come leader di pensiero.
Testimonianze di clienti o collaboratori soddisfatti. Le testimonianze dei clienti vengono lette molto dagli utenti poiché li considerano loro pari e credono alle loro parole. Aiutano quindi le conversioni. Pensate a tutto il mercato che gira dietro le recensioni online (anche se a volte nasconde dei lati oscuri).
Un modulo di contatto. Banale ma importantissimo. Oltre ovviamente al box newsletter che può automatizzare molte delle funzioni che altrimenti dovrebbero essere fatte manualmente
Partecipare come relatore ad un evento
Come prenotare un intervento o uno speech
Alcuni professionisti temono l’idea di parlare in pubblico mentre altri non vedono l’ora di avere l’opportunità di diventare uno speaker pagato. Se riuscite a liberarvi della paura di parlare in pubblico, ci potrebbe essere una grande ricompensa per voi.
I migliori oratori nel mondo aziendale guadagnano molti soldi per tenere discorsi di un’ora. Se la vostra intenzione è intraprendere questa strada dovete tenere in considerazione in primis di scegliere argomenti “caldi”. Parlo cioè di argomenti degni di nota e che attirano l’attenzione.
Controllate quali eventi, convention, esposizioni o summit sono in linea con i vostri interessi, le vostre competenze e il vostro pubblico di riferimento. Guardate i precedenti oratori di ogni evento e prendete nota in merito alla loro biografia, la loro presenza sui social e i loro argomenti in modo da sapere come prepararsi al meglio.
Sfruttare Linkedin per il proprio personal branding
Con oltre 200 milioni di utenti attivi mensili, LinkedIn può aiutarvi ad arrivare al livello successivo. LinkedIn è una piattaforma ideale per costruire autorità e credibilità nel settore.
Per aumentare le possibilità di creare nuove connessioni, assicuratevi di includere nella vostra pagina le vostre informazioni di contatto, un’immagine di profilo di qualità, una biografia dettagliata, la vostra storia lavorativa e le testimonianze o gli endorsement dei clienti.
LinkedIn è tutto incentrato sul networking con le persone del vostro settore. Oltre a riportare le principali notizie e tendenze del settore, fate un passo avanti e cercate di fornire approfondimenti chiave, spunti di riflessione e la vostra prospettiva unica sulle notizie di tendenza creando e pubblicando articoli.
Gli articoli che pubblicate appariranno nella vostra area di attività. E’ una buona idea avere almeno tre o più articoli pubblicati che parlano della tua esperienza e delle tue intuizioni nel settore. Questo farà sembrare il tuo profilo più legittimo e di conseguenza più persone accetteranno le tue richieste di connessione.
Usate il potere del video per raccontare la vostra storia. Il video è la tendenza in più rapida crescita sui social media, e LinkedIn ha ufficialmente deciso di attingere a questo mercato.
Prestate attenzione ai vostri collegamenti. Non si tratta solo di quanti collegamenti fate o di quanti follower avete ma di quante persone raggiungi con i tuoi contenuti. Pensate a connessioni di qualità. Più le vostre connessioni sono simili, maggiori sono le possibilità che il vostro contenuto entri in risonanza con loro, porti all’impegno e generi contatti.
Il prossimo consiglio è quello di unirsi a gruppi correlati al settore e monitorare le interazioni. Questo può aiutarvi a indirizzare meglio il vostro mercato per affrontare le esigenze dei potenziali clienti e fornire la soluzione. Potete anche monitorare i vostri concorrenti per vedere che tipo di informazioni stanno pubblicando.
ultimo ma non meno importante, non dimenticate di dare alla vostra pagina LinkedIn un po’ di personalità. C’è sicuramente un malinteso con LinkedIn. Molti utenti pensano che, trattandosi di una piattaforma sociale aziendale, sia necessario essere sempre professionali al 100%.
Tuttavia, gli utenti vogliono impegnarsi con i leader di pensiero che condividono un grande valore in modo personale e relazionabile. Quindi assicuratevi di mostrare chi siete.
Conclusioni
Ricordate, il personal branding è una maratona, non uno sprint. Richiede tempo, pazienza e perseveranza. Un po’ come portare un blog al successo. Utilizzate tutti i canali gratuiti che avete a vostra disposizione e se ne vale la pena pensate anche a investire negli eventi.
Molti eventi vi consentono di partecipare come relatori dietro il pagamento di una quota. Vedetelo come un investimento pubblicitario e ovviamente monitorate ed analizzate i risultati di tutte le scelte che farete.



